Visitare la Sicilia in 9 giorni

Acireale

In questo itinerario potrete trovare buoni spunti per organizzare il vostro viaggio in Sicilia. Passeremo da una parte all’altra della regione e viaggeremo, come sempre, in auto portandoci dietro tanto entusiasmo e voglia di conoscere posti nuovi.

Indice

Giorno 1 – partiamo verso Catania!

  • Come vestirsi: indumenti e scarpe comodi
  • Necessario: bagagli a mano, borsa e voglia di viaggiare
  • Come arrivare: transfer dall’aeroporto al B&B Mavà in Viale XX Settembre 18 (servizio organizzato dalla proprietaria del B&B)
  • Itinerario: partenza dall’aeroporto di Torino e arrivo in quello di Catania alle ore 23.00

La gentilissima Valeria, del B&B Mavà, ha provveduto a farci trovare un transfer dall’aeroporto ed in una ventina di minuti arriviamo a destinazione, percorrendo in auto la via Etnea.

Il B&B sembra super confortevole. Molto carino, nuovo, pulito e profumato. Mi piace. Per darci il benvenuto ci hanno regalato delle tisane e della pasticceria secca siciliana che ci ha fatto terminare bene la giornata!

Il tempo di una doccia e si va a nanna, dando finalmente il via alla nostra vacanza!

Tisane & pasticceria secca by B&B Mavà

Giorno 2 – Acireale: Riserva Naturale Orientata della Timpa, mare a Santa Maria la Scala e granita in centro

  • Come vestirsi: indumenti sportivi e freschi, scarpe da ginnastica comode, copri testa per il sole, costume da bagno.
  • Necessario: crema solare, telo da mare, macchina fotografica, snack e acqua
  • Itinerario: Catania, Riserva della Timpa, borgo di Santa Maria la Scala, Acireale

Sono le 10.00 e stiamo per partire dall’hotel. Siamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia ma abbiamo dedicato parte della mattinata a chiacchierare con la simpatica Valeria, che ci ha raccontato un po’ di Catania e suggerito qualche posto per la cena.

Abbiamo raggiunto la stazione centrale con la metro (piazza Stesicoro, una fermata – fermarsi a Giovanni XXIII), siamo sul treno e stiamo per arrivare ad Acireale.

Da lì abbiamo preso un pullman (uno a caso, nemmeno gli autisti sapevano come farci raggiungere l’inizio della riserva della Timpa, ma è andata bene così) e siamo arrivati al Belvedere di Acireale, che non avevo messo in piano ma che consiglio! Ora, ci siamo avventurati in un percorso poco raccomandabile, vale a dire abbiamo percorso il marciapiede (quando c’era) della statale, fino ad arrivare all’ingresso della riserva della Timpa. CONSIGLIO: non fatelo, andate a piazza Duomo (che tra l’altro è bellissima), prendete via Romeo e salite sulle scale che danno al ponticciolo, in questo modo arriverete direttamente all’ingresso della Riserva.

Borgo marinaro di Santa Maria la Scala

Della Riserva della Timpa ci siamo dedicati al percorso “Chiazzette” che è quello più conosciuto. Non è molto lungo, meno di un chilometro.

http://www.riservalatimpa.it/it/percorsi/chiazzette/

Percorrendolo potrete godere di bellissimi panorami sul mare del borgo marinaro di Santa Maria la Scala ma prima consiglio di fermarvi al punto informazioni che si trova all’inizio del percorso: la ragazza vi spiegherà molto bene la storia della Riserva e del percorso di Chiazzette. Vi dirà che un tempo serviva come “fortezza” per contrastare i nemici in arrivo con le navi: non avevano un servito e, appena si avvistava un nemico dalle torrette di controllo, i cittadini si riunivano dietro le mura di quella che oggi è la riserva, in modo da spaventare il nemico che, pensando di dover andare contro un enorme esercito, spesso tornava indietro e non attaccava.

Continuando a camminare vi troverete ad un bivio: girando a sinistra vi sarà l’ingresso al paese, per una sosta al bar per una granita con brioche; scegliendo la destra si raggiunge invece il borgo marinaro di Santa Maria la Scala, dove si possono osservare le barche attraccate al porto ed i pescatori. Noi abbiamo scelto la sinistra, ci siamo presi una granita ed abbiamo raggiunto il borgo marinaro attraversando tutto il paesino e raggiungendolo dalla parte opposta (per quello ora siamo sfiniti!).

La tipica granita al limone con brioche

Come vi dicevo prima, al ritorno abbiamo optato per la scala che dà al ponticello, abbiamo attraversato la statale e percorso via Romeo fino ad arrivare a piazza del Duomo dove ci siamo soffermati ad osservare la cattedrale di Acireale che è posta in una bellissima piazza tutta da fotografare. Al ritorno abbiamo preso il primo pullman che abbiamo visto arrivare e, fortuna nostra, ci ha portati direttamente in stazione a Catania, dove abbiamo preso la metro a Giovanni XXIII scendendo a Stesicoro.

Piazza Duomo, Acireale

Sembra complicato ma alla fine non lo è, consiglio solamente di avere tanta pazienza perché le linee dei pullman, gli orari e le destinazioni non sono sempre così comprensibili, bisogna avere la pazienza di chiedere e di aspettare!

La sera, dopo una bella doccia rigenerante, abbiamo preso un aperitivo a base di arancini da Spinelli, una pasticceria rosticceria che si trova nel tragitto Mavà/centro. Dopodiché abbiamo cenato al “Filo d’esca”, piccolo ristorante di pesce in centro a Catania, a pochi passi da piazza Duomo. Locale molto consigliato per il plateau di crudo ed i primi. Prezzi un po’ elevati, ma ho visto che sono in linea con gli altri ristoranti a Catania.

Prima di tornare al Mavà, Bepi ha voluto provare un cannolo da Spinelli (era da tutta la sera che ci pensava!). E comunque, approvato.

Giorno 3 – Il lungomare di Catania

  • Come vestirsi: indumenti leggeri, copri testa per il sole, scarpe comode o sandali
  • Necessario: crema solare, macchina fotografica
  • Itinerario: Lungomare di Catania, centro di Catania, Via dei Crociferi

Oggi siamo partiti un po’ tardino dal B&B (volevamo riposarci dopo la sfacchinata di ieri). Abbiamo deciso di percorrere a piedi la strada che porta al lungomare di Catania (praticamente sempre dritto lungo viale XX Settembre) e dell’Ognina. Costiera molto caratteristica, con questi stupendi scogli neri… un paesaggio che non trovi altrove! Sono anche bellissime le palafitte che si vedono sopra gli scogli, davvero carini ed ordinati con sdraio ben distanziate tra loro.

Scogli neri, Catania

Tornando indietro abbiamo fatto tappa al B&B per una doccia perché la temperatura è davvero alta e ti trovi in un attimo in un bagno di sudore, e poi siamo andati a fare pranzo con un arancino dallo storico “Savia”. Buono: la differenza dei loro arancini sta nel fatto che, invece del ragù, mettono i pezzi di carne interi. Apprezzabile ma non farei la fila per mangiarlo. Inoltre c’è sempre troppa affluenza di persone e ti tocca mangiare con la gente che ti fissa perché aspetta che ti alzi per sedersi! Mi è piaciuto molto di più quello che abbiamo preso ieri come aperitivo, da Spinelli. Dopodiché io ero sazia ma Beppe ha voluto provare il Pani ca Meuza da Sicily street food. Io non l’ho assaggiato ma lui ha gradito molto.

Abbiamo passato la serata visitando il centro storico di Catania. Colpisce molto l’utilizzo della pietra lavica per la costruzione di chiese, palazzi e monumenti, pertanto il centro storico di Catania è stato nominato patrimonio dell’Unesco nel 2002.

Duomo di Catania

Abbiamo percorso la via Etnea, che alla sera diventa pedonale ed è ricca di negozi di ogni genere e tipo. Al ritorno ci siamo soffermati sul Duomo, di una bellezza incredibile e abbiamo visitato La Via dei Crociferi, distante 5 minuti a piedi da Piazza Duomo. È una forte testimonianza del Barocco a Catania e presenta molte chiese e monasteri nell’arco di poche centinaia di metri, colpisce proprio per quello: c’è una chiesa dietro l’altra ed è uno spettacolo artistico da non perdere (anche per noi che non siamo esperti di arte).

La Via dei Crociferi, Catania

Ci siamo fermati a cena in una racletteria e abbiamo preso una pizza (lo so, è paradossale ma avevamo una voglia pazza di pizza e le pizzerie erano al completo 😅). I locali a Catania sono veramente molto belli, nel centro c’è una zona dedicata esclusivamente ai locali e ce ne sono di ogni genere e tipo, davvero l’imbarazzo della scelta. Ovviamente sono tutti sempre strapieni quindi conviene prenotare.

Giorno 4 – escursione sull’Etna al tramonto

  • Orari: inizia alle ore 15.30 con partenza dalla struttura ricettiva e termina alle ore 20.30
  • Prezzo: €45/cad
  • Come vestirsi: indumenti sportivi con pantaloni lunghi, giacca a vento con eventuale cappuccio, scarpe da trekking o da ginnastica
  • Necessario: crema solare, macchina fotografica, snack e acqua

Dopo una mattinata a passeggio per Catania, tra un arancino ed un cannolo, arriva il primo pomeriggio ed inizia la nostra avventura con i ragazzi di “Etna Est”, pronti a farci scoprire l’Etna ed i suoi spettacolari paesaggi.

Lungo il tragitto Elia ci ha raccontando l’origine e l’evoluzione del vulcano attivo più alto d’Europa, spiegandoci molto bene anche gli aspetti legati alla fauna e alla flora che lo caratterizzano.

Il nostro tour è cominciato risalendo il versante Est e la nostra prima tappa è la visita panoramica dell’incantevole Valle del Bove, la Valle più importante del vulcano.

La Valle del Bove

Andando in direzione sud abbiamo fatto una sosta per la nostra seconda tappa, la visita di una suggestiva grotta di scorrimento lavico, muniti di casco e torcia.

Giunti a quota 2000 m SLM sul versante Sud, abbiamo cominciato il nostro trekking di livello facile attraverso antichi e recenti crateri, immersi in uno scenario unico al mondo.

Ad ogni passo sembra di respirare pura libertà ed il nostro trekking è accompagnato dalle spiegazioni di Elia e del suo staff. Ascoltarli parlare è bellissimo perché si vede quanto amino quello che fanno e quanta adorazione provino nei confronti di quella che loro chiamano “mamma Etna”. Adorazione che hanno trasmesso anche a noi, che per la prima volta abbiamo visto un vulcano secondo un’altra prospettiva: non cosa che distrugge ma cosa che CREA, perché proprio grazie alla lava vulcanica le terre diventano più fertili e la crescita della flora maggiore.

Etna

Abbiamo terminato il nostro Tour brindando con una bottiglia di limoncello fatta in casa, davanti allo spettacolare tramonto sull’Etna.

Tramonto sull’Etna

Esperienza unica, da ripetere.

Giorno 5 – la Tonnara di Scopello e i Faraglioni

  • Come vestirsi: comodi con scarpe comode perché dobbiamo stare 3 ore alla guida
  • Necessario: pazienza di arrivare a destinazione, macchina fotografica, patente di guida, acqua, costume, telo da mare
  • Itinerario: andiamo a ritirare la macchina in Via Giuseppe della Rena 4, nei pressi dell’aeroporto, raggiungiamo il B&B Casale Corcella in strada accesso Torre Bennistra, visitiamo la Tonnara di Scopello e i Faraglioni

Come previsto, siamo andati in mattinata a ritirare l’auto che abbiamo affittato e siamo partiti alla volta di Scopello.

Giungiamo al Casale Corcella, il B&B, facciamo il check in e posiamo i bagagli.

Il posto è incantevole: siamo in un casale antico immerso nella natura con una fantastica vista sul mare. Siamo un po’ in alto quindi lo vediamo perfettamente ed è qualcosa di veramente magico.

Vista panoramica dal Casale Corcella, Scopello

Una volta rinfrescati decidiamo di andare a fare pranzo e scegliamo il panificio di Stabile Anselmo, dove si può mangiare il vero pane cunzato appena sfornato: il più buono di tutta la Sicilia!

Pane Cunzato del panificio Stabile Anselmo, Scopello

Dedichiamo il pomeriggio al mare e al sole: andiamo alla Tonnara di Scopello.

Ci siamo mossi in macchina, abbiamo parcheggiato nel piazzale adibito e fatto ancora qualche passo prima di scendere alla Tonnara. Da qui il panorama è unico: possiamo ammirare i Faraglioni imponenti in mezzo al mare accanto alla tonnara.

L’antico edificio della Tonnara è visitabile ma bisogna prenotare la visita in anticipo, cosa che noi non abbiamo fatto quindi ce la siamo persa. Ma ne abbiamo approfittato per rilassarci sulla spiaggia dei Faraglioni. Qui il mare è di una bellezza che lascia senza parole, azzurrissimo, limpido e incontaminato. La spiaggia è costituita da una piattaforma di cemento dotata di lettino e l’ingresso è a pagamento.

Tonnara di Scopello & i Faraglioni

Un po’ di sole, un bagno al mare ed è così che venne sera.

Per cena scegliamo il “Bar Nettuno” che, nonostante il nome, è anche un ristorante e propone dei piatti superlativi, legati alla vera tradizione siciliana e preparati magistralmente. Credo che sia il primo ristorante dove mangiamo davvero bene in Sicilia!

La nostra giornata termina ammirando il mare e le stelle dal belvedere di Casale Corcella, ricordi che non andranno via mai.

Giorno 6 – il borgo di Scopello, la Torre Bennistra e Alcamo

  • Come vestirsi: indumenti comodi, scarpe da ginnastica, copri testa per il sole
  • Necessario: macchina fotografica, scarpe da ginnastica, acqua, crema solare
  • Itinerario: borgo di Scopello, Torre Bennistra, Alcamo

La giornata di oggi è dedicata al relax e alla scoperta più intima di Scopello e di Alcamo.

Scopello deve il suo nome agli imponenti faraglioni che emergono dal mare cristallino della baia, infatti in greco “Scopelos” significa “scoglio”.

Ora siamo a spasso per Scopello e notiamo che il borgo è caratterizzato da piccole vie tipiche nelle quali si trovano poche casette abitate. Gli abitanti di Scopello sono decisamente pochi, circa un centinaio, ma in estate il borgo si popola di turisti e si respira un’aria decisamente vacanziera. La piazzetta, Piazza Nettuno, è il fulcro del paese e lì potrete bere l’acqua della sua Fontana, dicono che porti bene!

La nostra rilassante passeggiata è accompagnata dal profumo di pane cunzato appena sfornato per cui inizia a venirci appetito.

Facciamo un pranzo veloce con la seconda tappa dal panificio Stabile Anselmo e questa volta Bepi prova lo sfincione, buonissimo. Io invece rimango fedele al pane cunzato.

È arrivato il momento di fare una bella camminata per raggiungere la Torre Bennistra. Negli itinerari non ne parlano mai ma io credo che sia un luogo meritevole di attenzione. A parte l’importanza a livello storico, perché è una torre di difesa costiera e faceva parte del sistema di torri costiere della Sicilia, è anche molto bella da vedere e da raggiungere.

Borgo di Scopello visto dalla Torre Bennistra

Il sentiero è in salita, più si sale e più il panorama diventa bello. Siamo stati qui diversi minuti e abbiamo fatto delle fotografie fantastiche: si vede tutto il borgo di Scopello che cade sul mare e le piante di fico d’India contribuiscono a creare un’atmosfera tipicamente siciliana.

Per questo pomeriggio è prevista una gita ad Alcamo, un caratteristico paesino a pochi km di distanza da Scopello.

Possiamo camminare nel centro storico, decorato con bandierine colorate che rallegrano l’atmosfera, e imbatterci in piccoli artigiani che mettono a seccare i pomodori per le stradine.

Alcamo

Ad Alcamo ci sono diversi ristorantini dove si mangia molto bene e, per la maggior parte, sono tutti “alla buona”.

Dopo aver passato un pomeriggio all’insegna del relax e della spensieratezza non ci rimane altro che ritornare a Scopello, prepararci al Casale Corcella ed andare a cena.

Questa volta proviamo un ristorante vicino al Bar Nettuno e anche questo non ci delude.

Giorno 7 – Trapani & Erice

  • Come vestirsi: comodi per il viaggio e per passeggiare per Trapani. Costume da bagno sotto e cappellino per il sole
  • Necessario: macchina fotografica, crema solare
  • Itinerario: partenza da Scopello e arrivo a Trapani presso il B&B “Le chiavi di San Francesco” in via Tartaglia 18/24, visita di Trapani, Erice

Come previsto siamo partiti dal Casale Corcella, a Scopello, alle ore 09.00 e siamo arrivati a Trapani verso le 10.30.

Abbiamo parcheggiato l’auto nei parcheggi blu a pagamento e depositato i bagagli al B&B le chiavi di San Francesco.

L’hotel è carino ma le camere sono molto buie e c’è una sola finestra che dà su una stretta via piena di macerie (non entra molta luce dalla finestra ed il panorama è inesistente).

Trapani è molto carina. Siamo stati nelle tre principali via della città: via Vittorio Emanuele, via Torre Arsa e via Roma.

Raggiungiamo le Mura di Tramontana, uno degli scorci più belli della città. Ci siamo arrivati da piazza mercato del pesce, luogo in cui un tempo era situato il cuore del commercio trapanese. Praticamente stiamo camminando sopra le mura della città e ci troviamo a ridosso del mare. Molto suggestivo.

Sulle Mura di Tramontana, Trapani

Proseguiamo la passeggiata attraversano il centro e ci fermiamo in un ristorante per mangiare il Cuscuso. Purtroppo nel contesto “cibo” vi è una nota dolente: i ristoranti sono cari e la qualità proposta è scarsa. Ne abbiamo visti e provati parecchi ma trovarne uno dove non si approfittavano di te solo perché sei turista è stata davvero dura.

Così ci siamo affidati alla guida slow food e abbiamo scoperto “Caupona taverna di Sicilia” dove abbiamo mangiato molto bene e trovato delle persone disponibili grazie alle quali abbiamo scoperto due posti super, fuori Trapani, per mangiare il vero cannolo siciliano. Posti che poi racconterò.

Arriva il turno delle bella Erice.

Arroccato su un monte di 750 m che si affaccia sul golfo di Trapani, è un borgo medievale caratterizzato da vicoli angusti, nicchie e cortili segreti.

Grazie alla sua altitudine si può godere di una splendida vista panoramica a 360°: da un lato il golfo di Trapani, le saline, le isole Egadi con tramonti spettacolari; dall’altro l’immensa vallata di Valderice, Custonaci e le campagne dell’entroterra. Si possono trascorrere ore intere appoggiati alla balaustra ad ammirare la vastità e la bellezza del paesaggio.

Erice

Salendo in alto, vicino al castello, si può ammirare il sole che tramonta sopra le isole Egadi: con il cielo giusto è uno spettacolo meraviglioso.

In estate il clima è fresco, grazie all’altitudine, quindi sarebbe opportuno portarsi dietro una giacchetta.

Noi abbiamo raggiunto Erice in auto ma uno dei modi più comodi per arrivarvi è la funicolare.

Da non perdere per una squisita merenda: la pasticceria di Maria Grammatico, dove si possono trovare dolcetti di ogni tipo, dai cannoli alle mini cassate. Molto gentile e disponibile il personale, disposto a spiegarti con attenzione la storia della pasticceria, in particolar modo delle Genovesi, loro vera specialità.

Cassatina & Genovese della pasticceria Maria Grammatico

A cena ci siamo fermati a Trapani alla “Caupona taverna di Sicilia”, di cui ho parlato prima. Come dicevo ci siamo trovati bene, il Cuscuso era molto buono e assolutamente fatto in casa. Condimenti semplici ma di qualità. Prezzi Mon bassi ma in linea con la qualità proposta.

Giorno 8 – Saline di Marsala e Mazara del Vallo

  • Come vestirsi: costume sotto, indumenti leggeri, scarpe comode, copri testa per il sole
  • Necessario: macchina fotografica, crema solare, ciabatte da mare, acqua
  • Itinerario: colazione al Bar Erice a Napula, saline di Trapani e Marsala, isola di Mozia, Mazara del Vallo

Iniziamo la giornata con una super colazione a base di Iris e Graffa al bar Erice a Napula, posto assolutamente da segnare e da non perdere perché propone prodotti autoctoni di alta qualità e di una bontà inimmaginabile.

Dopo questa bella colazione siamo super carichi per affrontare il nostro viaggio verso le Saline di Marsala.

Prendiamo la via del Sale, in auto, e arriviamo con facilità alle saline di Marsala. Qui c’è un parcheggio nel quale lasciare l’auto.

La vista delle saline e degli antichi mulini a vento (utilizzati per macinare il sale) riflesse nell’acqua è semplicemente incantevole. Le saline sono all’interno di una riserva naturale, che ha permesso il restauro di alcuni di questi mulini. Ad ogni modo, la maggior parte di questi non sono più attivi oppure vengono semplicemente utilizzati per qualche piccola produzione propria.

Saline di Marsala

Dato che il tempo è dalla nostra parte decidiamo di visitare l’isola di Mozia, facente parte della Laguna dello Stagnone ed è uno dei posti più suggestivi di tutta la Sicilia.

Per raggiungere Mozia abbiamo preso un traghetto il cui biglietto costa € 5,00 a persona. Una volta giunti sull’isola abbiamo pagato un altro biglietto di ingresso, del valore di € 6,00.

L’isola di Mozia si gira a piedi in circa 2 ore. Occorre seguire i sentieri guidati e le indicazioni varie che si trovano lungo le diverse mappe piazzate su vari punti dell’isola per raggiungere i principali punti di interesse.

Oltre ai significativi reperti archeologici, Mozia offre anche un paesaggio molto bello. Le acque basse della laguna creano delle vere e proprie piscine naturali, con l’acqua trasparente e limpida che arriva alle ginocchia. Impossibile resistere al fascino di una suggestiva passeggiata tra le acque solitarie. Si ha proprio la sensazione di trovarsi su un’isola sperduta!

Dopo la visita a Mozia decidiamo di visitare il centro di Marsala, facile da vedere in un paio d’ore. Abbiamo mangiato anche qui il pane cunzato ma l’abbiamo bocciato: non si avvicinerà mai a quello del panificio di Scopello!

Prima di tornare a casa ci rimane ancora un po’ di forza per fare un giretto a Mazara del Vallo. Questa bellissima cittadina è molto contaminata dalla cultura africana. Molto bello da vedere il quartiere tunisino.

Ricca di bar dove poter bere e stuzzicare qualcosa prima di cena ma anche ricca di ristoranti e pizzerie. Noi ci siamo fermati nel primo ristorante trovato, eravamo troppo stanchi per fare una ricerca approfondita. Abbiamo mangiato e siamo tornati a casa.

Giorno 9 – Piazza Armerina

  • Come vestirsi: scarpe da ginnastica e indumenti comodi per il viaggio
  • Necessario: pazienza di arrivare, macchina fotografica, patente di guida
  • Itinerario: colazione all’Eurobar di Dattilo, arrivo a Piazza Armerina presso l’hotel “Suite d’Autore”, Villa Romana del Casale

Questa volta la giornata la facciamo iniziare bene all’Eurobar di Dattilo, uno dei posti che ci hanno consigliato le ragazze della taverna di Trapani. Che roba fantastica! Un cannolo così buono non l’avevo davvero mai mangiato. Abbiamo iniziato la giornata davvero alla grande e super carichi per il nostro viaggio di tre ore verso quel di Piazza Armerina.

Arriviamo a Piazza più o meno all’ora di pranzo. L’hotel si trova nella piazza della Cattedrale, punto più centrale di Piazza Armerina, nel quartiere Monte.

Devo dire purtroppo che non ci è piaciuto molto questo hotel. Era sicuramente stravagante e va bene, però la pulizia dava a desiderare e per fortuna ci siamo dovuti fermare una sola notte.

Lasciamo i bagagli e andiamo a mangiare un arancino da Red Dragon, la più buona rosticceria della città. E qui Bepi ha mangiato l’arancino più buono del Mondo. Devo ammettere che si, quelli di Red Dragon sono davvero molto buoni.

Andiamo a fare due passi ai 4 canali, un antico lavatoio con 4 fontane sempre attive, nel quartiere dei Canali, appunto.

Piazza Armerina a quest’ora è molto deserta così decidiamo di prendere la macchina e di andare a visitare la Villa Romana del Casale con i suoi mosaici.

Piazza Armerina

È stata una visita molto interessante. Vedere i mosaici ancora intatti è significativo, è proprio una cosa maestosa, non per niente è un bene Patrimonio dell’Umanità.

Inizia a farsi tardi così, dopo una rinfrescata in camera, usciamo e andiamo a cena da Gianna, un piccolo ristorante tipico vicino al teatro. La cucina di Gianna è davvero casalinga, proprio come la cucina della nonna e ci è piaciuta proprio per questo. Abbiamo mangiato benissimo e bevuto un buon vino terminando così al meglio la giornata.

Giorno 10

Il ritorno.

  • Come vestirsi: indumenti comodi e scarpe da ginnastica
  • Necessario: patente di guida
  • Itinerario: partenza verso Catania, pranzo alla polpetteria, restituire l’auto e prendere il volo per Napoli

Facciamo colazione in hotel (non mi ispirava per niente infatti non vedevo l’ora di uscire e mangiare qualcosa di buono al bar). Dopo gli ultimi due passi in giro per Piazza Armerina saliamo in auto e ci avviamo verso Catania, dove la lasceremo.

Ne approfittiamo comunque per fare un’ultima tappa in un piccolo ristorante Catanese: la polpetteria. Ce ne avevano parlato molto bene e poi non avevamo ancora assaggiato le famosissime polpette di cavallo.

Finito il pranzo ci avviamo verso l’aeroporto, dando così fine al nostro primo viaggio in Sicilia insieme ed iniziando una nuova avventura verso Napoli ♥️.

2 pensieri su “Visitare la Sicilia in 9 giorni

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